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Honshu - 9° giorno

Tokyo

 

L’emergenza coronavirus, di cui ho cercato di parlare il meno possibile, ci spinge ad anticipare di un paio di giorni il rientro in Italia.

Il gruppo si divide e, mentre gli altri vanno a Kamakura, che poi mi riferiscono essere invasa dai Nibbi bruni con tanto di cartellonistica a riguardo per difendersi (i furbetti si lanciano sulle persone per fregarli gli spuntini...), io decido per visitare due parchi molto grandi in città, quello di Ueno, famoso per lo Hanami, la fioritura dei ciliegi, e quello del Meiji-jingu che sorge attorno all’omonimo santuario shintoista dedicato all’imperatore Meiji, quello della restaurazione che mise fine all’era degli Shogun.

 

 

A Ueno, fortuna, i primi ciliegi sono in fiore.

Sotto i ciliegi, oltre ai normali fotografi dotati di grandangoli e gente comune che si fa selfies, noto alcuni teleobiettivi puntati verso i fiori: “Cosa fotograferanno mai?”, mi chiedo.

Ah, il solito e immancabile Bulbul...e invece no: i giapponesi, in periodo di fioritura, vanno pazzi per l’Occhialino del Giappone (Zosterops japonicus), che si nutre del nettare dei fiori di ciliegio e di cui sono presenti numerosi esemplari.

I Bulbul, anch’essi in alimentazione, si fanno forza delle loro maggiori dimensioni per scacciare gli Occhialini che allora, tutti insieme, cambiano albero: e tutti sotto a “rincorrerli”....

 

Occhialino del Giappone (Zosterops japonicus)

 

L’atmosfera al Meiji-jingu è invece meno frenetica.

Il parco è molto boscoso e una signora che incontro, poco dopo esservi entrato, mi mostra la foto di uno Sparviere fatta poco prima, e mi dice che lì nidificano pure.

All’interno è presente il solito laghetto, in cui però, stavolta, non si vedono anatre, nemmeno quella che menziona l’opuscolo come svernante regolare, l’Anatra mandarina (Aix galericulata).

In compenso scorgo una sagoma a me familiare, ovvero quella del Martin pescatore (Alcedo atthis) che anche in questa parte del mondo monopolizza le attenzioni dei fotografi, nonostante sia posato dall’altra parte dello stagno, rendendo qualsiasi bella foto praticamente impossibile.

Decido allora di continuare lungo il sentiero e, su un albero lì vicino, noto che si sta arrampicando qualcosa.

E’ relativamente piccolo, per cui penso al Picchio muratore....e invece no: è un bellissimo Picchio pigmeo (Yungipicus kizuki), peraltro in compagnia, perchè più in su si intravede, ma soprattutto si sente, un altro esemplare.

Qualche scatto al volo e sparisce anche lui ad altezze non più raggiungibili, nemmeno dalla macchina fotografica.

 

Picchio pigmeo (Yungipicus kizuki)

 

Andrei già soddisfatto a casa così, ma poco più in là vedo un simpatico giapponese intento a filmare qualcosa, qualcosa che gli sta molto vicino.

Provo ad avvicinarmi piano piano, intuisco si tratti di un piccolo uccellino, penso alle comunissime Passere mattugie...e invece sono due Zigoli, maschio e  femmina.

Il giapponese mi dice che loro lo chiamano Aoji (più che dirmelo, me lo scrive sul telefono) e che noi lo chiamiamo Zigolo mascherato..ma qui c’è da fare un po’ di chiarezza.

In italiano lo Zigolo mascherato è emberiza spodocephala, ma l’Aoji, un tempo considerato sottospecie, è ora classificato specie a parte e denominato dagli inglesi Masked bunting ovvero Zigolo mascherato (Emberiza personata), mentre chiamano l’altro Black-faced Bunting...insomma, nome o non nome, è un’altra bell’osservazione da mettere in saccoccia.

Uscendo dai giardini incontro ancora due Cince varie che, simbolicamente, mi danno l’arrivederci con i loro continui cinguettii....è già tempo di ripartire infatti.

 
 
 
Zigolo mascherato (Emberiza personata)

Zigolo mascherato (Emberiza personata)

Tempio meiji jingu

Tempio meiji jingu

Tempio senso-ji

Tempio senso-ji