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Hokkaido - 6° giorno

lago Kussharo - Sapporo

 

Ricordate che, all’inizio, ho specificato come non si trattasse di un viaggio ornitologico?

Ecco, infatti è già tempo di rientrare a Sapporo...ma sulla via del ritorno riesco a dirottare la macchina verso il lago di Kussharo, regno incontrastato dei cigni selvatici.

Poco prima di arrivare schiviamo per tempo un piccolo stormo di Ciuffolotto delle pinete (Pinicola enucleator) posato a  bordo strada, dove probabilmente beveva la neve sciolta.

Le temperature infatti si sono notevolmente alzate, passando dai -4 di ieri a circa 4 gradi sopra lo zero, e se tutta questa neve facesse sorgere dubbi sul fenomeno del riscaldamento globale, la sempre cara guida del giorno prima ci ha detto che le temperature per tutto l’inverno sono state superiori alla media...se non altro il lago è ancora quasi totalmente ghiacciato.

E i cigni dove nuotano, si alimentano, strombazzano con il loro caratteristico verso?

Ancora una volta la risposta è nelle numerosi sorgenti termali, i cui scarichi impediscono a una buona parte del lago, diciamo molta parte della fascia costiera, di non ghiacciare.

Qui addirittura la sabbia a bordo del lago è calda.

Gli esemplari sono davvero tantissimi, tra adulti e giovani al primo inverno, schiacciati in quest’unica parte di lago da loro fruibile.

Il cigno selvatico sverna in Hokkaido, nonostante ci siano state in passato segnalazioni di sporadiche nidificazioni (che peraltro avvengono regolarmente nella vicina isola russa di Sachalin) e anche a loro, a breve, ripartiranno.

 

 

Intanto due Nibbi bruni volteggiano sopra la nostra testa in cerca di cibo, per poi sparire dietro gli alberi, mentre dal bosco proviene forte il grido di una Ghiandaia (Garrulus glandarius brandtii) che si lascia intravedere.

Rientrando a Sapporo, al tramonto, l’ennesima sorpresa: dai campi si alzano in volo stormi di oche che si posizionano nella classica formazione a “V”.

Le dimensioni sono grandi, più grandi delle “nostre” oche selvatiche che qui, peraltro, non ci sono.

Infatti, appena si riesce a vedere qualche esemplare posato, si capisce che sono Oche granaiole della Taiga (Anser fabalis), svernante nel Giappone centrale insieme alla cugina Oca granaiola della tundra, e già in movimento migratorio verso nord.