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Come ascoltare

Ascoltare una vocalizzazione, che sia un semplice canto o un più complesso verso emesso in volo (per i birdwatchers più incalliti, flight call) non è come osservare un uccello su un albero. Non esiste una guida che sfogliandola, come "la gazzetta del profeta" di Harry Potter, si anima e riproduce le melodie degli uccelli intorno a noi, "mostrandoci" i loro suoni. Allora la domanda è: come si può capire il verso che stiamo ascoltando, e come possiamo fare distinzioni in base agli indizi sonori a nostra disposizione?
Il carattere più distintivo di un verso è il tono, analogo al jizz quando si osserva una determinata specie: struttura generale, forma, silhouette, e via dicendo. E’ molto utile, soprattutto agli inizi, associare a una vocalizzazione un suono emesso da un oggetto quotidiano. Un esempio? Il picchio verde, il cui verso può essere associato a una lunga risata
// registrazione picchio verde 2020/10/20 val varenna //
Oppure il verso del Luì piccolo che, banalmente ma efficacemente, rimanda proprio al nome "Luì"
// registrazione lui piccolo 2020/10/29 casei gerola //
Non ci sono limiti alla fantasia di queste associazioni, ma posso assicurare che più il paragone è robusto, più difficile sarà scordare tale associazione. 
Chiaramente questo trucco resta valido fino a che non si ascoltano specie da versi molto simili, così simili che sul campo può apparire complesso creare associazioni o identificarli nell’immediato. Basti pensare ai classici "tok", "zic", "tiù" che possono seminare il panico anche tra i birders più veterani.
// registrazione lui scuro casei gerola ?// vs //registrazione call capinera//
Simili vero? Eppure stiamo parlando di una Capinera, specie molto comune nei nostri giardini, e di un Luì scuro, accidentale siberiano che conta x osservazioni in Italia, e zero in Liguria.
Per imparare al meglio ad ascoltare i suoni emessi è indispensabile introdurre il concetto di frequenza per poter dare l’idea di quanto un suono è "alto". Per farla semplice, alte frequenze creano suoni che sentiamo come acuti, quindi caratterizzati da alte note, mentre basse frequenze suoni che sentiamo come "bassi", caratterizzati da note basse.
Dopo altezza e frequenza, la considerazione successiva è il ritmo del suono. Il pattern ritmico all’interno di singole vocalizzazioni è altrettanto di fondamentale importanza per identificare i suoni degli uccelli. Osservare la frequenza (perdonate il gioco di parole con la frequenza prima spiegata) ogni quanto un uccello emette un determinato verso può risultare di aiuto nell’identificazione di quest’ultimo: strano a dirsi, ma gli intervalli di silenzio tra un suono e l’altro possono essere rilevanti quanto i suoni stessi!
// comparazione registrazioni con ritmi diversi //