ENRICO RUGGERI

 

 

 

 

i fotografi di LiguriaBirding: 


ENRICO RUGGERI

 


 

  

           

 

 

 

L'amicizia e la collaborazione tra Enrico e LiguriaBirding risale ormai a diversi anni orsono.
La sua presenza pressoché costante sulle rive dell'Entella, tra Chiavari e Lavagna (Ge), è stata ed è preziosissima per un'azione di monitoraggio dell'avifauna del fiume, consentendo a molti birdwatchers, liguri e non, di godere di moltissimi avvistamenti, anche rari o particolari. 
La qualità compositiva ed estetica delle sue foto, frutto di una passione ed un'attenzione non comune in tutto il ciclo creativo dell'immagine, lo pongono, a nostro parere, tra i migliori fotografi di uccelli della Liguria, con una produzione che, negli anni, è diventata veramente cospicua anche in termini quantitativi.
Ciò ha portato a fruttuose collaborazioni come, ad esempio, la mostra "Ali sull'Entella", rassegna fotografica educativa rivolta alle scuole e, più in generale, ai cittadini fruitori del corso d'acqua.
Non solo LiguriaBirding, ma anche la stampa gli riconosce queste sue qualità artistiche, come testimoniato dall'articolo che segue, a firma Guido Lombardi, apparso su "il Secolo XIX", edizione del levante, del 3 gennaio 2014.


 

 

C ogliere la bellezza, lo splendore degli uccelli in volo e in azione.

Questo fa.

Si apposta lungo le sponde del fiume, nella luce più magica, con la macchina fotografica e scatta. La sua raccolta di immagini è molto ampia. Dell’avifauna del fiume, di ciascuna specie, conosce ambiente e tecniche di caccia, migrazioni, ma è una passione sempre più esigente, che tende al perfezionismo, a fissare gli istanti dei comportamenti più preziosi, più segreti della vita degli uccelli, la poesia del volo e dell’azione.
Il fiume è l’Entella e lui si chiama Enrico Ruggeri, proprio come il cantautore.
Più che una classificazione fotografica delle varie specie, ricerca la bella immagine, esteticamente affascinante. Nella dinamica del volo e delle azioni degli uccelli, che sono le cose più belle, sostiene. Un’attrazione che risale già a quando era un bambino.
Poi è venuta la fotografia.
Non tanto quella in pellicola, troppo costosa, cari i rullini, i provini, la stampa, non poteva permetterselo. Con la fotografia digitale, la prima fotocamera una compatta, dopo le reflex e gli obietti più sofisticati, le focali lunghe per stare a distanza e non disturbare gli uccelli che altrimenti volano via spaventati, ha potuto liberare la sua passione, fotografare senza limiti tutto quello che voleva con una spesa ridotta e da numerosi scatti scegliere la foto migliore.
Ha imparato tutto sul campo.
Va al fiume di primo mattino, a cercare la luce radente, morbida, diffusa che metta in evidenza le forme, i colori. Al sorgere del sole le luci sono più belle, delicate, dice Ruggeri. Fino alle nove, quando diventano più nette, le ombre più marcate e i risultati meno soddisfacenti. Durante il tramonto, quando il cielo sfuma sull’arancione, l’effetto può essere anche gradevole, ma infine le luci meno adatte sono quelle estive, troppo dure. Sono le sue regole per la ricerca della bella immagine. E inoltre conoscere ogni angolo nascosto del fiume, gli ambienti frequentati dalle diverse specie, le loro zone di alimentazione per fotografare un uccello piuttosto che un altro. L’elenco dei quali è molto lungo.

 

 

Nell’oasi faunistica dell’Entella si possono osservare molte specie, dice Ruggeri.
Piro piro, Pantana, Pavoncella, Cavaliere d’Italia, Chiurlo, Pittima, Piovanelli, Pivieri, Combattente, Corriere, Moriglione, Alzavola... sono alcuni dei più noti tra i numerosissimi “limicoli” che visitano la foce, vicino alla riva del mare in cerca di cibo. Gli “ardeidi”, aironi, garzette, nitticore, trampolieri di grossa taglia, dalle ampie ali, prediligono acque e vegetazione fitta, intricata.
L’Airone cinerino, dal lungo collo che scatta come una molla per acchiappare i pesci che risalgono la corrente, superando piccole rapide. L’elegante e pazza danza a scarti improvvisi della Garzetta nell’acqua corrente, che con la zampa smuove il fondo per stanare e afferrare col becco i pesci, le nitticore che condividono lo stesso habitat. Uccelli molto spettacolari in azione e in volo. Il portentoso tuffo del Martin pescatore dal suo posatoio-osservatorio, piomba nelle pozze d’acqua ferma e bassa a caccia di piccoli pesci. Scricciolo, Verdone, Fringuello, Capinera, Cardellino, Verzellino, Canapino, Passera mattugia, Passera d’Italia, Saltimpalo, Luì piccolo, Cuculo, Pigliamosche, Picchio verde, Picchio rosso maggiore, Cinciallegra, Cinciarella, Ballerina e tanti altri uccelli dell’Entella che Enrico Ruggeri ha imparato a conoscere e ha fotografato nei loro caratteristici comportamenti. Istanti di azioni che possono sfuggire all’occhio nudo. Le sue foto ci mostrano la vitalità dell’oasi faunistica dell’Entella.
Anche se a causa di alterazioni, per consolidamenti e disboscamenti della vegetazione delle sponde, sono molto diminuite le specie che al presente trovano le condizioni ambientali naturali e la tranquillità per riprodursi lungo il corso del fiume. Gli uccelli dell’Entella hanno paura dell’uomo, nella piana del fiume, fino a qualche anno fa era un bombardamento di doppiette. Per poter avvicinare il più possibile gli uccelli senza disturbarli, Enrico Ruggeri si mimetizza con una tuta tattica, è l’abbigliamento “Ghillie” usato per nascondersi nel folto delle foreste indistinguibile a tal punto da sembrare un cespuglio. Proprio come un soldato nella guerriglia in agguato, confuso con la vegetazione. O si nasconde in capanni, sotto frasche, o piccole tende mimetiche con fessure per osservare e puntare l’obiettivo. Così invisibile può avvicinarsi a pochi metri dagli uccelli.
Il corso dell’Entella è ambiente di sosta dei migratori nei loro lunghi viaggi verso nord.
I periodi di migrazione, di maggiori avvistamenti sono in primavera, nei mesi di aprile, maggio. Uccelli di passo che arrivano dalle nostre parti per riposare e poi ripartire per il nord Europa, su, fino in Scandinavia, in Russia, nella tundra, dice Ruggeri.

I Limicoli, uccelli di ripa, sostano alla foce, sulla spiaggia becchettano piccoli crostacei, microrganismi di cui si nutrono. Si fermano alcuni giorni poi riprendono le loro migrazioni. Sono bellissimi! esclama Ruggeri, che dopo anni di osservazioni, di foto conserva tutto l’entusiasmo iniziale, non smette di incantarsi e di cogliere immagini sempre più singolari di questi esseri viventi della natura primordiale, che non conoscono barriere, sono i padroni dei cieli e dell’intero pianeta.
Liberi come l’aria, si dice. Agli uccelli abbiamo rubato il nostro ancestrale sogno di volare. Di librarci in aria come angeli, oltre la nostra condizione terrena.
Enrico Ruggeri, cantore degli alati e del fiume Entella, è un dipendente del Comune di Lavagna, con la passione per la fotografia naturalistica, una di quelle persone che come una missione ti mostrano lo splendore, la bellezza degli uccelli e ti fanno amare la natura, nel nostro caso l’ambiente dell’oasi dell’Entella.
Frequenta il fiume da dieci anni, ha raccolto un vasto archivio, ma col tempo è diventato più selettivo. Prima fotografava tutte le specie, adesso cerca la bellezza dello scatto di un qualsiasi uccello. Questa esigente ricerca lo porta a dire che le ultime foto sono sempre le più interessanti, le più belle.
Ruggeri è un attento osservatore della salute dell’ambiente naturale del fiume Entella. Non ha visto grandi cambiamenti in un decennio, ma ha sentito raccontare che fino a trenta, quaranta anni fa, ai tempi dei mitici Bastien, storici ortolani sulla sponda di Lavagna, grandi cacciatori dei piani, assi con la doppietta, la mattina gli “anatidi” migratori come anatre, oche, morette, marzaiole, germani, mestoloni... entravano a centinaia nel fiume. Al presente Enrico Ruggeri osserva che si sono ridotti a poche decine di esemplari. La più grande e diffusa minaccia alla sopravvivenza degli uccelli in generale è l’inquinamento dei terreni dovuta ai diserbanti. I più colpiti sono i passeriformi, i piccoli uccelli granivori che si nutrono di semi avvelenati dalle sostanze chimiche. Questa è la reale misura, la peggiore causa dei mutamenti nella presenza della vita dell’avifauna del fiume Entella.
 
 

 

  

 

  

Gruccioni 

 

 
Corriere grosso 

 

 

Pettirosso 

 

 Garzetta

 

 Mestolone

 

 Gruccione

 

 

Martin pescatore

 

Cuculo

 

Sparviere in predazione

 

Cavaliere d'Italia

 

 Cinciarella