GEORGIA 2017

                  
 




 

 

 Georgia 30 settembre - 8 ottobre 2017

 

 

GEORGIA RAPTORS
viaggio alla scoperta dei territori
fra Mar Nero e Grande Caucaso



di Niccolò Alberti

 


 testo e foto di Niccolò Alberti
composizione e grafica di Ennio Critelli

 

 

 

 

 

 

 

  

L'autunno è quasi sempre un terno al lotto.
Periodo di grandi migrazioni può sorprendere come deludere, regalarti esperienze inimmaginabili o lasciarti completamente a bocca asciutta.
Ma c’è un posto nel paleartico occidentale dove la migrazione, per come siamo abituati noi, difficilmente ti lascia insoddisfatto. Batumi.
Un nome ormai diventato famoso, quasi leggendario per tutti i birdwatchers europei.
Spesso si sentono storie che parlano di passaggi di oltre 100.000 rapaci in un solo giorno.
E allora perché non andare di persona a vedere con i propri occhi? 
Quando ho scoperto che il grande Andrea Corso con il collega Michele Viganò avrebbe organizzato una vacanza di birdwatching in Georgia apposta per andare ad assistere a questo fantastico spettacolo non ho resistito e ho dato subito la mia adesione.
Col pretesto della migrazione il viaggio si sarebbe sviluppato in un vero e proprio tour dell'intero paese.
I twitchers più incalliti avrebbero sicuramente storto il naso poiché questo sarebbe stato il periodo peggiore per “crocettare” le specie target del grande Caucaso. 
Ma per un amante della natura e dei suoi meccanismi, e in particolar modo della migrazione,  come me, questo viaggio sarebbe stato memorabile.

Così, preparati i documenti necessari, siamo partiti dall'aeroporto di Milano Malpensa il giorno 29/9.
All’appuntamento davanti al chek-in della Turkish Airlines c’è voluto poco per riconoscere i compagni di viaggio: Andrea e Miki, Gaudenzio e Roberto, Remo, Antonio, Ivano, Massimo, Angelo, Lucia e Francesca, Anna Maria e Laurenzia.
Ad Istanbul si sarebbero poi aggiunti Clotilde e Sandro
Dopo una giornata intera di viaggio siamo atterrati finalmente a Batumi in serata.
Al piccolo aeroporto c’era già l'autista del nostro pulmino che ci aspettava.
Visionato il mezzo siamo subito incappati nel primo imprevisto della vacanza (in generale i Georgiani non brillano per esattezza ed efficienza, infatti ce ne saranno altri ma tutti egregiamente risolti in tempi record dalle due guide).
Infatti il pulmino era molto stretto per tutti e sedici i partecipanti, e per di più era completamente sprovvisto di bagagliaio.
Caricato alla bene e meglio ci siamo diretti verso la casa famiglia appena fuori Batumi.
Stanze spartane ma comode, con annessa cucina e giardinetto. 

 

  

 

30 settembre

Dopo una notte insonne per l’agitazione, siamo partiti di buon mattino per raggiungere la famosa station 1.

Dopo una strada contorta abbiamo proseguito a piedi fino a raggiugere la già gremita stazione di monitoraggio del BRC (Batumi Raptors Count).
Qui i volontari provenienti da tutta Europa contano per tre mesi le migliaia di rapaci di passaggio per la migrazione post-nuziale.
Batumi è uno dei più importanti “bottleneck” del Paleartico occidentale, formato dal Mar Nero e dal Grande Caucaso ed il secondo posto più rilevante al mondo per numero di rapaci migratori censiti per anno.
Questi due ostacoli creano un sottile corridoio che funge da imbuto costringendo e radunando moltissimi rapaci provenienti dall’Europa orientale e dall’Asia.

 

 


la famosa station 1 con i volontari del BRC già in azione

 


Appena arrivati alla postazione è stato un bellissimo juv. di ALBANELLA PALLIDA a darci  il benvenuto.
Nel giro di pochi minuti i nibbi bruni hanno iniziato a dare spettacolo.
Termiche vicine e lontane, da qualche decina fino a qualche centinaio di individui.
In pochi minuti si è già cominciato a parlare di migliaia.
Prevalentemente NIBBI BRUNI e POIANE DELLE STEPPE, con in mezzo ALBANELLE PALLIDE, AQUILE MINORI e SPARVIERI.

 


piccole porzioni delle varie termiche che riempivano il cielo

 


altre termiche

 

Quando l’aria si è scaldata abbastanza ha permesso ai grandi veleggiatori di impadronirsi della scena.
Ecco le prime aquile: AQUILE ANATRAIE MINORI e AQUILE DELLE STEPPE.
La più abbondante è senza dubbio la prima, con numeri giornalieri di qualche centinaio.

 


Aquila anatraia minore
l’aquila più abbondante, con punte di 400 individui

 

Una vera e propria scuola a cielo aperto, con la possibilità di apprezzare ogni tipo di piumaggio ed età di diverse specie contemporaneamente.
E tutto insieme al più grande esperto di rapaci del paleartico occidentale.
La giornata è passata con gli occhi costantemente rivolti verso l’alto.
Alle già citate specie si sono aggiunte: BIANCONE, FALCO PESCATORE, SPARVIERE LEVANTINO, FALCO PECCHIAIOLO, GRILLAIO, GHEPPIO, LODOLAIO, FALCO CUCULO, ASTORE, AQUILA ANATRAIA MAGGIORE, FALCO DI PALUDE, FALCO PELLEGRINO, GRU E CICOGNE NERE, GABBIANO DI PALLAS, GRUCCIONE.

 


tre Gru solitarie in mezzo a tanti rapaci

 


Poiana delle steppe.
A volte indistinguibile dal taxa buteo. Il rapace più abbondante con punte di 40000 individui.

 


Sparviere

 

Insomma un bel numero di specie, per un totale di circa 30/35.000 rapaci.
Alla sera Andrea era ospite d'onore al festival della migrazione dove, in presenza anche dei mitici Richard Porter e Klaus Malling Olsen, ha tenuto un piccolo corso sul riconoscimento delle aquile “scure". 


 

1° ottobre


Altro giorno di migrazione.
Prima però tappa in un parchetto appena vicino alla casa famiglia per cercare di contattare il PICCHIO MURATORE DI KRUPER.
Dopo molta fatica due esemplari si sono fatti osservare molto fugacemente.
Sul mare intanto molti i GABBIANELLI, SVASSI PICCOLI, GABBIANI REALI e le FOCENE DEL MAR NERO.
Poi di nuovo via diretti verso station 1.
La giornata, che nella mattinata era stata poco promettete a causa delle nuvole basse e della pioggia, improvvisamente sì è trasformata, facendo uscire un bel sole e creando correnti ascensionali importanti.
Numerose le aquile in avvicinamento molto basse.
Uno spettacolo incredibile. Innumerevoli le termiche di AQUILE ANATRAIE MINORI.
In una termica erano presenti contemporaneamente AQUILA ANATRAIA MINORE e MAGGIORE, AQUILA DELLE STEPPE, AQUILA IMPERIALE, AQUILA ANATRAIA MINORE nella forma chiara simile alla fulvescens ed un probabile IBRIDO tra ANATRAIE.
Il tutto contornato da POIANE DELLE STEPPE, ALBANELLE PALLIDE, FALCHI DI PALUDE, NIBBI BRUNI, BIANCONI, AQUILE MINORI, GRILLAI, GHEPPI, LODOLAI, FALCHI CUCULI, FALCO PELLEGRINO (ssp. calidus), decine di colombelle e oltre 100 CICOGNE NERE praticamente tutte in fila.
Spettacolo mozzafiato vissuto insieme al grande Klaus Malling Olsen, che dalla collina ha individuato alcuni ZAFFERANI (ssp. heuglini) e uno ZAFFERANO DEL BALTICO (ssp. fuscus) giù in basso sul mare.
Alla sera solito breefing insieme alle guide per riordinare un po’ gli avvistamenti della giornata e per organizzare quella seguente.
Purtroppo le previsioni del giorno dopo erano pessime.

 


Nibbio bruno.
Tra i rapaci più abbondanti con termiche di oltre un centinaio di individui.
Circa 15000 individui transitati

 


Aquila imperiale.
La più scarsa fra le grandi aquile.

 


Aquila minore morfismo scuro


 

2 ottobre


Le previsioni non sbagliavano, pioggia a dirotto.
Forse ci sarebbe stata una pausa da metà mattinata fino al primo pomeriggio.
Quale poteva essere giornata migliore per andare a cercare i passeriformi migratori nel parco cittadino di Batumi?
Imbardati da capo a piedi come astronauti su un pianeta alieno, abbiamo vagato qualche ora tra una pioggia e l’altra tra i viali e le aiuole del parco.
Incredibili gli avvistamenti.
In un gruppo di LUÌ PICCOLI, Andrea scopre un bellissimo individuo di LUÌ DI PALLAS (seconda segnalazione di sempre per la Georgia!!).
Intanto riecheggiava da ogni albero il richiamo del PIGLIAMOSCHE PETTIROSSO.
Il giardino è un vero e proprio “stop-over” per tutti i piccoletti che dalla Russia scendono per svernare in Africa o Medio Oriente.
Un vero e proprio “buffet” però per i numerosi sparvieri e lodolai che non curanti minimamente delle persone catturavano e attaccavano tutto ciò che si muoveva.
Gli alberelli pullulavano anche di numerose BIGIARELLE, CODIROSSI, AVERLE PICCOLE.
I PIGLIAMOSCHE PETTOROSSI saranno stati almeno una ventina.
Sosta per il pranzo in un baretto in mezzo ai viali; mentre aspettiamo il tradizionale khachapuri un richiamo forte e particolare fa saltare tutti in piedi.
Andrea urla LUÌ NITIDO!
Esattamente sopra la nostra tettoia un bellissimo individuo di luì nitido si è fatto ammirare a lungo prima di dover sfuggire da un improvviso attacco da parte di uno sparviere incuriosito dal nostro “pishing”.
Pomeriggio con diluvio torrenziale decidiamo di rintanarci nella nostra casa un po’ tristi per non aver potuto continuare la lotteria delle rarità.
Il proprietario di casa vedendoci abbattuti ci offre un bicchiere di chacha, grappa artigianale che raggiunge e supera i 70° di gradazione alcolica. 

 

 

3 ottobre


Giornata dedicata interamente al viaggio di spostamento verso la capitale Tbilisi, seguiti a ruota dal secondo pulmino con a bordo i nostri bagagli.
In un paesino sperduto ci fermiamo per acquistare le cibarie per il pranzo.
Mentre aspettiamo scorgiamo un movimento vorticoso dietro a delle case; nel giro di pochi minuti centinaia di POIANE DELLE STEPPE con qualche decina di AQUILE ANATRAIE MINORI si alzano, termicano e scivolano proprio sopra le nostre teste.
Osserviamo attoniti, osservati a nostra volta dai divertiti passanti che si chiedono che mai ci sarà di così interessante in tutte quelle sagome in cielo.
Arrivati a destinazione l'albergo si rivela molto carino (di lusso per i canoni del paese) e con una vista spettacolare.
Qualche problema con la disposizione delle camere ma dopo poco tutto risolto.

 

4 ottobre

 

Partenza per Kazbegi (Stepantsminda).
Durante la risalita della vallata possiamo già osservare alcune POIANE CODABIANCA e alcune POIANE DEL CAUCASO (Buteo buteo menetriesi).
Arrivati quasi sul passo montano il paesaggio cambia, le foreste di noci e nocciole lasciano il posto alla brulla prateria d'alta quota.
Sostiamo in un punto molto interessante dove si erge un'altissima parete rocciosa; i primi GRIFONI volteggiano silenziosamente sulle nostre teste, GRACCHI CORALLINI e ALPINI si incrociano in volo, un grosso stormo di CARDELLINI in migrazione passa vociante.
Avvistati anche i primi SPIONCELLI DEL CAUCASO (ssp. coutellii) e un gruppetto di VERZELLINI FRONTEROSSA.
Ripartiti improvvisamente abbandoniamo il sole per entrare in una bufera di neve finissima che oltrepassiamo in breve tempo per tornare al sole.

 


paesaggio montano con sullo sfondo la tempesta di neve

 

 


prati nella valle di Stepantsminda
 

 

Arrivati al paesino non possiamo ammirare immediatamente la cima del grande Monte Kazbek (5033 m s.l.m.) perché è avvolto nella nebbia.
La temperatura è pungentemente montana.
Dal giardino dell'albergo assistiamo ad un imprevisto spettacolo stile Batumi.
In un paio d’ore qualche migliaio di rapaci ci passa sopra la testa.
Prevalentemente POIANE DELLE STEPPE e NIBBI BRUNI.
Numerose sono anche le ALBANELLE PALLIDE, le AQUILE di tutti i tipi, i GRIFONI, un bellissimo ASTORE SIBERIANO (ssp. buteodies), tre SPARVIERI LEVANTINI  in formazione, FALCHI DI PALUDE ecc.
Sulle rocce scorgiamo due lontanissimi gruppi di THUR, lo stambecco tipico del Caucaso.
Cessato il momento di picco del passaggio decidiamo di andare a perlustrare velocemente alcuni cespugli appena fuori il paese dove in questo periodo si possono fare piacevoli incontri di passeriformi.
Arrivati sul posto vediamo alcune GHIANDAIE (ssp. krynicki).
Tra i cespugli abbondano i LUÌ PICCOLI (ssp. caucasicus), alcuni LUÌ DEL CAUCASO, molte PASSERE SCOPAIOLE, PETTAZZURRO.
Ci addentriamo nella vegetazione e osserviamo altri individui di luì.
Tornando verso il pulmino mi taglia la strada come un razzo uno strano uccello che purtroppo vedo solo io.
Grosso quasi come un tordo, nero con grandi flash bianchi sulle ali.
Purtroppo non riusciamo a rivederlo ma sono praticamente sicuro fosse un CODIROSSO DI GÜLDENSTÄDT.
Tornati a casa doccia e poi cena.
Intanto Andrea va a parlare con un autista che ci sarebbe venuto a prendere il mattino dopo per portarci fino al Gergeti trinity church, punto dal quale avremmo iniziato la scalata fino ai piedi del ghiacciaio del Monte Kazbek.


 

5 ottobre


Partenza alle 5.30 per andare alla ricerca di tetraonidi.
L'autista sta già attendendo nel giardino dell'hotel. 
Siamo solo tre temerari che hanno deciso di affrontare l'avventura: io, Michele Viganò e Antonio Antonucci.
Dopo venti minuti di strada dissestata al buio a bordo della instancabile Mitsubishi Delica arriviamo al piazzale della chiesa.
Da qui parte la scalata.
La cima innevata del Kazbek inizia a tingersi di rosa, segno che l'alba è vicina.

 


la vetta innevata del Kazbek “accesa” dall’alba

 

I primi esseri che incontriamo sono una miriade di SPIONCELLI DEL CAUCASO.
Piano pano la natura inizia a risvegliarsi; GRACCHI ALPINI e CORALLINI, MERLI DAL COLLARE, CARDELLINI e VERZELLINI FRONTEROSSA ci sorvolano continuamente.
Ad un certo punto Michele fa involare una femmina di FAGIANO DI MONTE DEL CAUCASO da dietro una roccia.
Salendo il suo richiamo riecheggia nella valle.
Intanto due ALBANELLE PALLIDE, un juv molto vicino e un maschio adulto più distante, passano in migrazione insieme ad una POIANA DELLE STEPPE

 


i territori del Fagiano di monte del Caucaso

 

Poco dopo fa capolino anche il maestoso GIPETO che si fa ammirare in volo e poi fermo su una roccia.
Saliti ancora di quota il freddo e il vento iniziano a farsi pungenti.
Intanto il paesaggio è cambiato passando da gialli prati a bianchi pendii e pietraie.
Questo è l'ambiente prediletto del TETRAOGALLO DEL CAUCASO.
Il suo canto riecheggia ovunque e le sue impronte “dinosauresche" attraversano tutti i prati innevati.

 


ambiente tipico del tetraogallo del Caucaso


 


le imponenti impronte del Tetraogallo

 

Il vento forte e gelido ci costringe a scendere poco dopo mezzogiorno.
La discesa al riparo dal vento, accarezzata dal sole e allietata da numerose farfalle (Vanessa atalanta, Vanessa cardui) sembra la via verso il paradiso dopo l'inferno di poco prima.
Nell'ultimo pezzo riappare imponente il Gipeto, quasi a salutarci sull’uscio di casa.

 


il maestoso Gipeto.
Osservati almeno due individui sul monte Kazbek

 


i temerari che hanno “sfidato” il monte Kazbek

 

Nel pomeriggio ci rifocilliamo e ci riscaldiamo dopo la stancante avventura.
Mentre riposiamo nel giardino dell'albergo notiamo un piccolo folletto che perlustra instancabile ogni fessura della facciata dell'hotel; un confidentissimo PICCHIO MURAIOLO caccia insetti non curante di noi.

 


il confidentissimo Picchio muraiolo sulla facciata dell’albergo

 

 

6 ottobre

 

Mattinata passata nel luogo che mi ha lasciato con l'amaro in bocca due giorni prima per il possibile codirosso.
Numerosi di nuovo i LUÌ PICCOLI e DEL CAUCASO.
Interessante assembramento di circa una decina di PASSERE SCOPAIOLE intorno ad un piccolo specchio d’acqua.
Su degli alberi un po’ più distanti un roost di nibbi bruni con circa una quindicina di esemplari.
Su un filo osserviamo un SALTIMPALO DEL CASPIO (ssp. hemprichii).
Ad un certo punto improvvisamente un volo sfarfallato attira l'attenzione di tutti.
Due bellissimi maschi di CODIROSSO DI GÜLDENSTÄDT appaiono sulla sommità di un cespuglio a pochi passi da noi. Visione meravigliosa. Senza ombra di dubbio l'uccello più bello che io abbia mai visto.
Questo imponente Phoenicurus ha un areale molto ristretto nel paleartico occidentale. Senza dubbio la specie più difficoltosa da contattare in questo viaggio.
Di norma nidifica in alta quota, dai 3000 ai 5000 metri di altitudine, per scendere in inverno in vallate più basse.
Veramente un bel colpo.
 


il raro e localizzato Codirosso di Güldenstädt. Emozionante il suo incontro.

 

Proseguiamo lungo la strada per sostare in un pianoro glaciale delimitato da alte montagne.
Numerosi gli SPIONCELLI DEL CAUCASO, le BALLERINE BIANCHE, CODIROSSI DI HERENBERG (ssp. samamisicus) e SALTIMPALI SIBERIANI che si lasciano osservare bene col cannocchiale,  mentre i codirossi spazzacamino svolazzano tra i tetti delle sparute case rurali.
 


Ballerina bianca.
Abbondante in alimentazione nei prati

 

Uno STRILLOZZO si lascia ammirare per un po’ insieme a tre FANELLI.
Un'AQUILA REALE ed un GIPETO ci sorvolano.

Proseguiamo alla volta di Tbilisi.
Prima però breve sosta in un autogrill dal quale Andrea sapeva che avremmo potuto osservare il CODIROSSO SPAZZACAMINO (ssp.ochruros).
Dopo poca ricerca un bel maschio di CODIROSSO SPAZZACAMINO (fenotipicamente intermedio ssp. ochruros/semirufus) si è fatto osservare a lungo.
Alla sera dalla stanza d’albergo osserviamo, sul Mtkvari, il fiume che attraversa la capitale, diversi GABBIANI D'ARMENIA, un roost di NITTICORE proprio sotto la nostra finestra e innumerevoli ballerine in migrazione. 

 

7 ottobre

 

Partiamo alla volta della semi-steppa asiatica, e precisamente verso l'antichissimo monastero di David Gareja.
In questo posto si dice essere stato inventato il vino più di 8000 anni fa.
Il passaggio da zone coltivate a steppa incontaminata è brusco.
Gli animali si fanno più numerosi, i cinguettii più consistenti.
Sentiamo subito in un cespuglio un PIGLIAMOSCHE PETTIROSSO.
Numerosi invece i SALTIMPALI SIBERIANI, le PISPOLE GOLAROSSA, CULBIANCHI e i GRUCCIONI di passaggio.
Ma anche qua neanche a dirlo i rapaci la fanno da padroni; AQUILE DELLE STEPPE, ALBANELLE PALLIDE, POIANE CODABIANCA, POIANE DELLE STEPPE, GRIFONI e AVVOLTOI MONACI.

 


semi-steppa asiatica

 


ancora una semi-steppa asiatica

 


il nostro furgone durante una pausa per osservare il saltimpalo siberiano

 


una bellissima volpe nella semi-steppa

 


il particolarissimo ristorante “frichettone” dove abbiamo pranzato

 

Ad un certo punto sulla strada Andrea nota un grosso serpente: una MACROVIPERA LEBETINA.

 


la macrovipera lebetina incontrata sul percorso

 

Scendiamo per ammirarla stando attenti però, essendo molto velenosa.
La povera bestia invece di andare nel prato al bordo della strada decide di rifugiarsi sotto al furgone arrampicandosi sul semiasse posteriore.
Panico.
L'autista del pulmino scende impaurito dicendo che c’è un buco dal quale l'animale può entrare dentro l'abitacolo.
Intanto, essendo al confine con l'Azerbaijan, i militari di pattuglia ci notano e ci raggiungono.
Dopo circa mezzora Andrea riesce a stanare l'animale e liberarlo nel prato tra gli applausi di tutti, compresi i militari divertiti.

 


Andrea che cerca di “stanare” la macrovipera lebetina
 

Proseguiamo.
Arrivati al monastero subito ci accoglie una CIVETTA; sulle mura esterne si muovono frenetici i PICCHI MURATORI DI ROCCIA ed i PASSERI SOLITARI.
Nei cespugli intorno a noi sentiamo PIGLIAMOSCHE PETTIROSSO, LUÌ PICCOLO e la COTURNICE ORIENTALE, che riusciamo ad osservare bene.
Vediamo anche un’altra CIVETTA e un PICCHIO MURAIOLO.
Nel viaggio di ritorno ricontattiamo le stesse specie.

 


monastero di David Gareja

 


gli incredibili colori delle rocce intorno al monastero

 


la semi-steppa al tramonto

 

 


un coloratissimo Passero solitario sul muro del monastero di David Gareja

 


Picchio muratore di roccia.
Diversi esemplari tra i tetti e le mura del monastero

 


Coturnice orientale o Chukar.
Osservata  in condizioni molto simili a quelle della nostra pernice rossa

 

 

8 ottobre

 

Mattinata passata a visitare Tbilisi (ma questa è un'altra storia...)


il pittoresco panorama sulla vecchia Tbilisi dalla camera d’albergo

 

Viaggio di ritorno lungo e stancante ma tutto bene.

 

 

Tirando le somme la check list non è “mostruosa” come può capitare in altri viaggi.
Ma non era questo lo scopo di questa esperienza.
Il viaggio era mirato alla migrazione post-nuziale.
In particolare dei rapaci, dei quali abbiamo visto quasi tutte le specie del paleartico occidentale, con numeri impressionanti.
Un’esperienza che per un ragazzo cresciuto al Curlo di Arenzano lascia un segno indelebile.
Il tutto poi narrato dal più grande esperto di rapaci del paleartico,
Andrea Corso, che ringrazio poiché con estrema pazienza ha risposto a tutte le mie domande e chiarimenti.
Ovviamente ringrazio anche il bravissimo
Michele Viganò che per poco perde il suo primo Gabbiano di Pallas per venirmi dietro a sentire un semplice luì piccolo.
Ringrazio anche tutti i compagni di questa avventura e rivolgo a loro un arrivederci e… alla prossima!.


                                                                                                                                                                                                Niccolò Alberti